Bonus Sicurezza 2021: Detrazione Fiscale al 50%

Il cosiddetto Bonus Sicurezza 2021 (noto come Bonus antifurto, Detrazione per la videosorveglianza, Detrazione fiscale IRPEF 50 % allarme antifurto) è sancito dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2020 (Legge 30 dicembre 2020, n. 178, GU n. 322). In altre parole, la legge di Bilancio 2021 stabilisce per l’intero 2021 la possibilità di detrazioni fiscale al 50% per spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di sistemi per migliorare o potenziare la sicurezza della casa.

La spesa massima consentita per accedere al bonus è di 96.000 €. La somma viene erogata sotto forma di rimborso IRPEF e si suddivide in 10 quote annuali di pari importo. Da quello che apprendiamo alla data odierna, è possibile richiedere il rimborso fino al 31 Dicembre 2024, effettuando lavori in contesti finalizzati alla sicurezza dell’immobile di proprietà, sia esso pubblico che privato.

Bonus Sicurezza 2021: le spese consentite dalla detrazione fiscale 50 %

Quindi, come detto le spese consentite dalla detrazione IRPEF per il Bonus Sicurezza 2021 riguardano l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi e sistemi atti a prevenire eventi quali furti, aggressioni, sequestri di persona, incidenti domestici, ecc.

Per capirci meglio, gli interventi comprendono i sistemi antifurto, videosorveglianza professionale a circuito chiuso (TVCC), videocitofonia e controllo degli accessi ma anche dispositivi per la protezione da allagamenti, fughe di gas, e incendi.

Nello specifico, rientrando nella categoria delle misure previste per le Ristrutturazioni Edilizie 2021, il Bonus Sicurezza comprende, tra le spese agevolabili:

  • Installazione di allarme e videosorveglianza, rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti, Citofoni e video citofoni, vetri antisfondamento;
  • Sostituzioni di serrature;
  • Installazione/Sostituzione Telecamere di Videosorveglianza;
  • Installazione/Sostituzione Tapparelle motorizzate;
  • Installazione Cancellate, recinzioni, saracinesche, grate sulle finestre;
  • Installazione Porte blindate
  • Installazione impianti di domotica e strumenti di rilevazione incendi, per l’evacuazione ed il controllo di fumi.
  • Installazione di Nebbiogeni antifurto

In aggiunta, oltre quelle per l’esecuzione, nel bonus sicurezza 2021 sono comprese anche spese per:

  • Costi di progettazione e delle prestazioni professionali connesse;
  • Spese per la messa a norma degli impianti elettrici;
  • Acquisto dei materiali;
  • Compenso per la certificazione di conformità dei lavori;
  • Perizie e sopralluoghi.

Bonus Sicurezza 2021: chi può farne richiesta

In linea di massima, possono accedere al “bonus antifurto 2021” tutti i soggetti che pagano l’IRPEF, vale a dire l’imposta sui redditi. Allo stesso tempo, gli stessi soggetti devono sostenere in prima persona i costi relativi alle operazioni di messa in sicurezza delle strutture abitative. A determinate condizioni, alcuni esempi di potenziali richiedenti sono:

  • Inquilini. Ovviamente, previa ovviamente dichiarazione di consenso da parte del proprietario dell’immobile per procedere all’installazione dei diversi dispositivi di sicurezza
  • Comodatari
  • Usufruttuari
  • Soci di cooperative
  • Imprenditori individuali (tuttavia, riferito esclusivamente agli immobili che non rientrano tra i beni strumentali)
  • società semplici in nome collettivo o in accomodata semplice
  • imprese familiari

Bonus Sicurezza 2021: come richiedere la detrazione fiscale

In conclusione, per avere accesso alla detrazione IRPEF 50 % è necessario aver effettuato pagamenti in fattura con metodi tracciabili. I metodi più comuni sono il bonifico bancario e il postale parlante. Perciò, nella causale, bisogna inserire:

  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione fiscale 
  • Partita iva o codice fiscale del beneficiario del pagamento
  • Numero, data e importo della fattura
  • La dicitura: lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986

NOTA BENE: il soggetto che esegue il pagamento (titolare del conto bancario o postale) deve coincidere con chi ha richiesto i lavori di messa in sicurezza dell’immobile (proprietario, inquilino, comodatario).

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